8 Diversi Tipi di Product Manager

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Sul ruolo e sulle mansioni del Product Manager c’è molta confusione. Come per altre professioni che sono nate oltre confine, ci lasciamo forvïare dalla mera traduzione, ma ancora “manager del prodotto” non ci dice niente su come lavori o per cosa possa essere effettivamente utile questa figura in azienda.

Intanto va detto che la parola “manager” se è vero che abbia a che fare con un ruolo di gestione e responsabilità, non per forza rivoluziona la scala gerarchica dell’impresa, tant’è vero che spesso il Product Manager lavora come freelance.

Ad aumentare la confusione c’è poi il fatto che esistono diversi tipi di Product Manager, argomento sul quale proverò a fare una breve disamina in questo articolo.

Per chiarire, il Product Manager è la figura operativa incaricata di guidare il ciclo di vita del prodotto, dall’ideazione al lancio sul mercato, includendo l’interpretazione del feedback di mercato.

Spesso viene confuso con il Project Manager, ma mentre questo gestisce le persone, le tecnologie ed i tempi, il Product Manager si concentra su cosa il prodotto debba essere per rispondere agli obiettivi aziendali e alle aspettative del mercato.

Per questo motivo, mentre un bravo Project Manager non deve necessariamente conoscere il settore in cui opera, perché il suo contributo è prevalentemente metodologico, al Product Manager è richiesto un background quanto meno affine al settore dell’azienda.

È proprio per via della sua natura maggiormente operativa che sono nati, nel tempo, differenti tipi di Product Manager.

 

Il Product Manager cosa fa?

Prima di parlare delle differenti competenze e mansioni, vediamo cosa accomuna tutti i Product Manager. Intanto, per ribadire, è la figura costantemente presente durante l’intero ciclo di vita di un prodotto, dallo sviluppo alla vendita, fino all’analisi del feedback di mercato. A prescindere dalla specializzazione, ogni PM possiede:

  • Competenze tecniche (del settore in cui opera);
  • Conoscenze di Project Management;
  • Competenze di Marketing (online e offline);
  • Conoscenze di ergonomia e di User Experience;
  • Capacità di analisi dei dati di mercato;
  • Doti comunicative e abilità nella reportistica.

Questa base comune, piuttosto sostanziosa ad onor del vero, parla sicuramente di titoli accademici, ma anche, e soprattutto, di tanta esperienza acquisita sul campo.

È facile pensare che ciascun professionista, in base al proprio background, sia operativamente più competente in uno di questi ambiti piuttosto che lo sia ugualmente in tutti. Ecco perché, specialmente nei contesti aziendali più complessi, si fa riferimento ad uno specifico tipo di Product Manager.

8 Diversi Tipi di Product Manager

Doverosa premessa all’individuazione del professionista giusto tra i differenti tipi di Product Manager non è soltanto dettata da obiettivi e strategie ma anche dalla valutazione del contesto e della maturità aziendale. Un’impresa di medie e piccole dimensioni può valutare di avvalersi di un unico Product Manager purché esperto del settore.

 

Product Manager Tecnico (TPM)

Il Technical Product Manager (TPM) condivide molte caratteristiche con tutti i tipi di Product Manager, distinguendosi per un profondo background tecnico; spesso proviene dal settore ingegneristico.

Apporta un valore significativo al team di progettisti, assumendo un ruolo più attivo nello sviluppo del prodotto. In questo contesto, potrebbe dedicare più tempo a questa fase, a discapito di altre attività come il marketing.

In sintesi, i Product Manager tecnici eccellono nella traduzione degli obiettivi di prodotto in requisiti tecnici, basando le decisioni nel ciclo di vita del prodotto su competenze tecniche avanzate.

La loro assunzione è guidata dalla profonda conoscenza di un settore specifico. La comunicazione interfunzionale è basilare per il TPM così come lo sono spiccate capacità di reportistica, al fine della buona riuscita del prodotto, specialmente in termini di fattibilità e costi effettivi di produzione.

Data Analyst Product Manager (DAPM)

Il Data Analyst Product Manager (DAPM) è un esperto nella gestione e analisi dei dati di vendita. In linea con ogni Product Manager, il DAPM si occupa della gestione del prodotto, partecipando attivamente al processo di sviluppo.

Tuttavia, ciò che lo distingue è la sua unica capacità di basare il processo decisionale esclusivamente sull’analisi dei dati di mercato.

Questa specializzazione consente al Data Analyst Product Manger di contribuire alla pianificazione degli obiettivi fornendo input preziosi per la strategia complessiva.

La sua gestione del prodotto è guidata dall’adattabilità, consentendo di rispondere in modo flessibile alle dinamiche del mercato e alle esigenze in continua evoluzione. Inoltre, il DPM potrebbe dover generare report per la direzione, contribuendo così alla chiara comprensione e all’allineamento delle attività con gli obiettivi aziendali.

Product Marketing Manager (PMM)

Tra tutti i tipi di Product Manager, questa declinazione è probabilmente la più strategica. Cosa fa un Product Marketing Manager? In prima battuta analizzerà l’intero catalogo aziendale ed il brand sentiment per definire la strategia del lancio di un nuovo prodotto sul mercato.

Capita che per sostenere la strategia possa proporre il restyling di alcuni prodotti già presenti in collezione.

Le sue competenze di marketing, infatti, gli consentono di saper integrare le necessità percepite dal mercato nella strategia di sviluppo del prodotto, anche se solitamente viene coinvolto meno nel processo produttivo. Imposterà gli obiettivi per la campagna di marketing, contemplando la possibilità di adottare un user-oriented tone of voice.

È esperto di digital marketing e sa organizzare e moderare eventi offline (fiere di settore, talk, conferenze, workshop).

Un bravo Product Marketing Manager sa interpretare il panorama dei competitors, posizionamento e potenzialità del brand, ed ha la capacità di distinguersi e differenziarsi, fattori che si tradurranno in un ROI (Return Of Investment) positivo nel medio e lungo periodo.

Questo approccio integrato tra product management e marketing è essenziale per gestire con successo la crescita costante del brand ed il ciclo di vita di un prodotto, pianificando anche upgrade e miglioramenti.

Growth Product Manager (GPM)

Figura nuova che si aggiunge ai diversi tipi di Product Manager, il GPM si sta facendo strada a passi da gigante anche in Italia. Questi professionisti si focalizzano principalmente sull’ottimizzazione di determinati KPI (Key Performance Indicators) che sulla gestione dell’intero ciclo di vita del prodotto.

Dunque, pur mantenendo gli obiettivi allineati con quelli complessivi dell’azienda, il principale focus di un Growth Product Manager è migliorare in modo significativo una particolare metrica in una qualsiasi fase del ciclo di vita del prodotto.

Le skill del Growth Product Manager sono mirate a identificare opportunità di miglioramento per raggiungere gli obiettivi aziendali, navigando in modo “agile” attraverso le diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto.

La loro roadmap del prodotto è orientata verso il raggiungimento di risultati misurabili in base al miglioramento delle metriche identificate. La gestione di progetti è una componente chiave, poiché la loro attività richiede la pianificazione e l’esecuzione di esperimenti finalizzati al miglioramento delle metriche target.

UX Product Manager (UXPM)

Questo tipo di Product Manager si rivela particolarmente utile quando si voglia sviluppare un prodotto digitale: unisce insieme competenze di user experience e di product management al fine di generare soddisfazione e appagamento da parte degli utenti.

Nella pratica, gli UXPM collaborano con team interfunzionali, conducendo ricerche sugli utenti per comprenderne comportamenti, preferenze e sfide. Insieme al team, definiscono la visione strategia del prodotto, guidandone lo sviluppo. Il loro impegno è garantire un’esperienza utente eccellente, assicurandosi che il prodotto sia intuitivo, coinvolgente ed efficiente.

AI Product Manager (AIPM)

Così come gli altri tipi di Product Manager anche quelli esperti di intelligenza artificiale hanno come obiettivo gestire il ciclo di vita del prodotto, dal concept al lancio sul mercato.

I loro strumenti di lavoro sono le tecnologie AI come il machine learning e la computer vision che consentono di prendere decisioni data-driven riguardanti le caratteristiche del prodotto, il pricing ed il posizionamento.

Grazie alla IA eseguono test e simulano l’uso dei prodotti prima ancora di presentarli al mercato, ne identificano le opportunità di sviluppo e le priorità di ottimizzazione. Anche in questo caso la comunicazione interfunzionale gioca un ruolo basilare essendo in primo luogo dei product manager e come tali, collante tra i diversi reparti aziendali.

Startup Product Manager (StartupPM)

Definiti anche “first product manager” I PM per le Startup sono professionisti dotati di grande proattività e problem solving, dato che nella maggior parte dei casi seguono operativamente non solo il processo produttivo fino alla commercializzazione, ma anche la creazione della società stessa.

tipi di product manager italiaDevono definire, insieme ai fondatori, la mission ed il tone of voice per comunicare non solo il prodotto, ma anche il neonato brand.

Trattandosi di un’impresa emergente, tra i compiti del PM c’è anche la definizione delle risorse, sia in termini umani che di capitali. In sintesi, uno Startup Product Manager cosa fa?

Gioca un ruolo fondamentale nell’attualizzazione della strategia di business scalabile e definisce la roadmap del prodotto da lanciare sul mercato, assumendosi parte delle responsabilità che diversamente sarebbero completamente a carico dei fondatori.

Product Manager Agile (AgilePM)

Parlare di Agile product management significa impostare il processo tenendo fermi il punto di partenza e quello di arrivo ma contemplare il cambiamento e la flessibilità come fattori di progetto.

Nell’approccio Agile le persone sono al centro, e per persone si intendono coloro che lavorano al progetto come anche i clienti target. Quello “agile” è, dunque, un modello incrementale di sviluppo basato su interazioni, che ha lo scopo di dare valore alle richieste degli utenti anche al mutare delle stesse, e trasformarli in requisiti.

Il PM Agile gestisce il prodotto, che può essere un software, un’applicazione o un processo lavorativo, step by step, e deve essere capace di adattare i propri parametri operativi, in base ad un contesto mutevole.

Gli strumenti del PM Agile sono tipicamente framework come Scrum e Kanban ma la sua caratteristica è proprio quella di saper applicare i tool che servono via via al modificarsi del percorso e delle condizioni.

Conclusioni

Sulla professione di PM c’è ancora molto da definire, essendo stata delineata non più di venti anni fa. Certo è che, essendo una figura operativa che fa da collante tra business, tecnologia e user experience, a cavallo, dunque, tra produzione e marketing, richiede lo sforzo di visualizzazione degli spazi interstiziali propri di ogni complesso organismo aziendale, per poter immaginare la sua effettiva collocazione e utilità.

Il fatto che si parli di differenti tipi di Product Manager lascia capire che si tratta comunque di figure professionali altamente verticalizzate e specialistiche. In un panorama che si fa sempre più competitivo, dove l’esperienza utente farà davvero la differenza, è bene saper sfruttare tutte le buone carte per il successo.

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